Sull'orlo di questo bacile sono scritti in geroglifico i nomi di due individui. Sui lati lunghi leggiamo il nome di Perim, preceduto dal titolo di “cortigiano” ("rekh nysut", letteralmente: “conosciuto dal re”); si lati brevi, quello di una donna di nome Shepset, che reca il titolo di "mitret", dal significato incerto. Le iscrizioni li identificano come i proprietari della tomba a mastaba di Gebelein dove fu rinvenuto il bacile ancora nella sua collocazione originale, in corrispondenza di una nicchia a rientranze a forma di falsa porta, costruita in mattoni crudi e intonacata. Doveva essere impiegato durante il rituale di presentazione delle offerte funerarie.